La Storia dell'Avis San Pancrazio

Abbiamo ritenuto utile riunire in un documento i ricordi ed il vissuto più significativo della storia dell’AVIS San Pancrazio affinchè ne resti traccia per le future generazioni che ci seguiranno.

Le testimonianze che seguono le abbiamo avute da coloro che, o come responsabili o come soci, hanno avuto un ruolo importante nella nostra associazione. Grazie a loro siamo riusciti a tracciare il percorso della nostra AVIS che, nata nel 1968 come piccola entità di quartiere, dopo oltre 40 anni è cresciuta ed è diventata una delle realtà più consistenti della nostra città. E’ cresciuta perché in essa hanno operato persone coscienziose e responsabili, dotate di grande spirito di iniziativa e soprattutto generose in ogni senso.

Il cammino non è stato privo di difficoltà, ma se si è riusciti a crescere così tanto e arrivare ad oggi, è sicuramente perché in ognuno di coloro che hanno fatto la storia dell’AVIS San Pancrazio, ha prevalso il senso dell’altruismo.

L’individualismo non può appartenere ad un’associazione di volontariato come l’AVIS che, con i suoi numerosi soci, si prefigge il dono del sangue, in modo anonimo e gratuito; quindi non poteva essere altrimenti.

Ma al di la di ogni considerazione che può essere comunque utile e necessaria per capire il nostro cammino, torniamo alla nostra storia e cerchiamo di tracciarne il percorso.

Era il 1968 e già da alcuni anni nella nostra realtà provinciale erano state fondate alcune associazioni avisine; nel 1946 per esempio, era nata l’AVIS Comunale di Parma, poi quella di San Secondo nel 1948 e via via tante altre ancora (59 alla fine del 2011).

San Pancrazio, realtà importante della nostra città, non poteva restare ferma. Grazie all’iniziativa di alcune persone del paese, le quali don Onesto Costa, Adriano Ronchini, Bruno Coruzzi Giorgio Piccinini e Vittorio Dall’Aglio, il 29 ottobre del 1968 nei locali della parrocchia, alla presenza dei dirigenti della Sezione AVIS di Parma Virginio Barbieri, Renato Giuffredi e Mario Gandini, viene redatto l’atto costitutivo del Gruppo Zonale AVIS San Pancrazio.

Allora i donatori erano una decina e le donazioni fatte in quei pochi mesi erano state soltanto tre.

Il 10 e l’11 maggio dell’anno successivo viene eletto il primo Consiglio Direttivo, composto da:

Capogruppo               Adriano Ronchini
Vice capogruppo        Catelli Giuseppe
segretario                    Michelotti Gabriele
cassiere                      Montali Carlo
consiglieri                  Braia Giuseppe – Bussoni Lino – Costa don Onesto
                                    Dall’Aglio Vittorio – Larini Icilio – Montali Ettore e Piccinini Giorgio.

Dopo alcuni mesi su proposta di don Brenno Tagliavini, Albino Faroldi e Mario Pizzacchera, al territorio del Gruppo Zonale AVIS San Pancrazio vennero aggregate anche le frazioni di Roncopascolo, Fontana ed Eia. Contestualmente entra a far parte del consiglio anche Albino Faroldi, quale responsabile per le suddette frazioni.

Grazie al fattivo impegno dei soci fondatori e dei più stretti collaboratori, alla fine del 1969 i donatori iscritti erano saliti a 113 e 115 le donazioni di sangue effettuate.

Dopo 10 anni di alti e bassi si celebra il primo decennale di fondazione; a quella data i donatori erano scesi a 112, mentre le donazioni erano salite a 143.

A dare manforte alla giovane associazione erano nel frattempo giunti anche ben 136 soci sostenitori (per lo più persone che non potendo donare sangue, intendevano comunque sentirsi parte di un’associazione così importante).

La prima sede, anche se un po’ angusta, aveva trovato posto nel locale della vecchia tabaccheria del paese.

Con il passare degli anni la scienza aveva fatto i suoi progressi ed anche le metodiche di prelievo e di trasfusione erano evolute. Viene accantonata la trasfusione braccio a braccio (oggi vengono i brividi solo a pensare a questa metodica che, pur con i suoi notevoli rischi, aveva contribuito a salvare tantissime vite umane) e si passa alla raccolta del sangue in flacone.

All’epoca chi aveva bisogno di trasfusione di sangue doveva procurarsi i buoni.

L’AVIS a Parma cresce e assume un ruolo di primaria importanza nell’ambito del volontariato locale. Il suo impegno e quello delle consorelle non passa inosservato ed è così che nel 1982 il Comune di Parma (primo in Italia), su proposta del vice sindaco CUGINI, decide di premiare direttamente i donatori con le medaglie d’oro, i distintivi e le croci.

L’anno successivo, grazie ancora alla disponibilità del Comune, l’AVIS San Pancrazio riesce ad ottenere la sede in via Emilia Ovest 183, nella vecchia caserma dei Carabinieri.

Con il contributo di alcuni soci essa viene resa agibile e confortevole ed inaugurata il 22 maggio del 1983. Questo è anche l’anno in cui l’AVIS di San Pancrazio viene insignita di diploma con medaglia d’oro per l’elevato numero di donazioni di sangue effettuato dai propri soci.

Nello stesso periodo alla giurisdizione dell’AVIS San Pancrazio viene aggiunta anche la frazione di Vicofertile.

Nel 1988 si festeggia il ventennale di fondazione, i donatori erano saliti a 231 e 349 le loro donazioni di sangue. Per quella ricorrenza viene collocata anche una lapide al cimitero di San Pancrazio per commemorare i donatori defunti.

Nel 1990 viene adottata a Parma la donazione in aferesi (il prelievo di solo piastrine o plasma) ed il Gruppo Zonale San Pancrazio figura tra i promotori di tale metodica.

Nel 1992 il Gruppo Consorzio Agrario, trovandosi in difficoltà a livello organizzativo, viene annesso all’AVIS San Pancrazio e assume la denominazione di Nucleo Aziendale. Da allora uno di loro è eletto nel Consiglio Direttivo come membro rappresentante.

Nel 1993 si celebra il 25° di fondazione con lo slogan “venticinque ma non li dimostra”. In quell’anno i donatori erano saliti a 320 e le donazioni a 498 (per molti anni, in ambito delle altre AVIS cittadine, il gruppo di San Pancrazio detiene il record per il maggior numero di donazioni effettuate dai propri soci).

Sempre con maggiore impegno trascorrono gli anni e si arriva l 30° di fondazione. E’ un traguardo molto importante e pertanto viene celebrarlo solennemente; alla dottoressa Minella del Centro Tiroepatie dell’Ospedale Maggiore di Parma, viene assegnata una borsa di studio.

All’epoca i donatori erano scesi a 289 e le donazioni 375.

A giugno del 2000 si decide di trasformare la Giornata del Donatore (allora caratterizzata da una seduta di prelievo nel quartiere con l’autoemoteca), in Festa del Donatore di Sangue. Essa viene celebrata durante tre sere in giugno nella piazza del paese ed è l’occasione per radunare intorno all’Avis la gente del paese e non solo, con musica, cucina, pesca di beneficienza, premiazioni varie ecc.

Il 2003 è l’anno del 35° di fondazione e anche per questa ricorrenza, accantonando ogni spesa per gadget celebrativi e quant’altro, il Consiglio Direttivo delibera di donare due saturimetri al reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Maggiore. L’impegno economico è importante ma grazie alla generosità dei sostenitori si riesce a sostenere la spesa con grande soddisfazione.

Allora i donatori effettivi erano 315 e le donazioni alla fine dello stesso anno 403.

Nel 2004 inizia il cammino per una radicale trasformazione del Gruppo Zonale AVIS San Pancrazio. In quell’anno l’AVIS Nazionale approva il nuovo Statuto Associativo che dev’essere adottato da tutte le strutture avisine, sia gia esistenti e sia di nuova costituzione. Lo stesso prevede anche che a livello di grosse Sezioni Comunali, per favorire una più capillare presenza sul territorio, possono costituirsi anche più AVIS di base.

All’interno della Sezione AVIS di Parma, costituita da circa 25 Gruppi Zonali e Nuclei Aziendali attivi, inizia un grande dibattito sul futuro assetto della struttura associativa. Ciò nella considerazione che il nuovo Statuto da la possibilità, alle strutture periferiche, di acquisire una propria autonomia.

Alla fine di un lungo e spesso acceso confronto, sette Gruppi Zonali decidono di chiedere il riconoscimento di AVIS di base.

Il 2004 segna anche il raggiungimento delle 10.000 donazioni effettuate dai donatori di San pancrazio

Agli inizi del 2005 il Gruppo Zonale San Pancrazio viene riconosciuto AVIS di base e così pure i gruppi Montebello, Parma Lirica, Porporano, Corpus Domini, Università e Prati Bocchi. All’inizio dello stesso anno viene rinnovato il Consiglio Direttivo e, per la prima volta, l’Avis San Pancrazio elegge il suo primo presidente nella persona di Salvatore Di Iorio, già capogruppo nel triennio 2002/2004

Con questa nuova veste giuridica vi è una ulteriore e più diretta assunzione di responsabilità e autonomia che vanno a beneficio dello sviluppo delle finalità statutarie.

Allora i donatori erano 360 e le donazioni 473.

Nel 2006 si ripropone ancora il problema della sede in quanto il comune di Parma vuole rientrare in possesso dell’immobile per alienarlo. Dopo anni di sterili tentativi finalmente l’amministrazione comunale delibera l’assegnazione di un lotto di terreno proprio a San Pancrazio per costruirvi la sede dell’AVIS Provinciale, che deve comprendere anche quella della Sezione Comunale e la nostra. Una decisione che va a coronare un sogno, ossia avere una propria casa e un centro per la raccolta diretta del sangue.

Nella primavera del 2007 finalmente si posa la prima pietra della nuova struttura. Alla fine dello stesso anno i donatori erano saliti a 400 e le donazioni a 533.

Nel 2008 si festeggiano 40 anni di fondazione della nostra AVIS e per commemorare solennemente questa ricorrenza il Consiglio Direttivo delibera di effettuare un’altra donazione al reparto di Oncoematologia Pediatrica del nostro ospedale. Grazie ad una riuscita campagna di sensibilizzazione avviata durante la 9° Festa del Donatore di giugno 2008, siamo riusciti ad acquistare una lavagna elettronica ed un computer portatile per consentire ai ragazzi ricoverati, di continuare a seguire via internet le lezioni e mantenere i contatti con la propria scuola ed i propri compagni di classe.

Durante i primi sei mesi del 2008 si sfiora l’emergenza sangue in Emilia Romana ed anche in altre regioni italiane. In provincia di Parma il calo della raccolta rispetto all’anno precedente è di circa il 6%. Le AVIS della città non accusano inversioni di tendenza, anzi il trend è positivo. Alla fine di agosto 2008 la nostra AVIS registra addirittura un incremento di 51 unità in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A febbraio del 2009 viene eletto il nuovo Consiglio Direttivo presieduto per il secondo mandato da Salvatore Di Iorio.

Nel mese di aprile del 2009 il nuovo complesso dell’Avis Provinciale di Parma viene inaugurato e noi ci trasferiamo nella nuova sede, per la cui costruzione abbiamo partecipato con un contributo di 15.000 euro. Tuttavia, pur non essendo essa di nostra proprietà, ci è ceduta in uso gratuito.

Appena dopo l’insediamento nella nuova sede l’Avis Provinciale da avvio a saltuarie sedute di raccolta presso il Centro Prelievi di San Pancrazio. Il 19 aprile del 2010 esso viene aperto in modo continuativo ma solo per il sangue intero ed ha così inizio la raccolta associativa in tutta la provincia di Parma.

Da gennaio del 2010 il Nucleo Donatori del Consorzio Agrario di Parma viene sciolto per difficoltà organizzative ed i suoi soci ( all’epoca 16), confluiscono nell’organico della nostra associazione.

Nel mese di giugno 2011 anche la raccolta del plasma viene autorizzata presso il nostro Centro Prelievi. Alla fine dello stesso anno i nostri soci salgono a 784 e le donazioni a 942.

La nuova sede e la raccolta del sangue trasferita presso il Centro Prelievi dell’Avis ha sicuramente rigenerato gli entusiasmi di tutti noi, consentendo risultati eccellenti per la crescita della nostra associazione. Nel biennio 2010/2011 infatti, sono stati ben 250 i nuovi donatori che hanno iniziato a donare con noi. Anche nel corso del 2012 il trend di crescita continua positivo e crediamo continui così anche in futuro.

Per questo lungo e fruttuoso percorso della nostra associazione si ringraziano i soci fondatori, tutti i dirigenti che si sono avvicendati negli anni e soprattutto i soci donatori e collaboratori che con il loro contributo hanno innanzi tutto salvato vite umane e permesso alla nostra Avis di raggiungere gli odierni risultati.

Il presidente Salvatore Di Iorio.